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La crisi dell'acqua

Mentre la popolazione mondiale è più che triplicata dall’inizio del secolo, l’utilizzazione delle risorse in acqua dolce è stata moltiplicata di sei. Nei cinquanta anni a venire, la popolazione mondiale aumenterà ancora dal 40 al 50 %. Con la crescità della popolazione, congiunta all’industrializzazione e all’urbanizzazione, i fabbisogni in acqua saranno considerevoli e le ripercussioni sull’ambiente molteplici.

La mancanza d’acqua salubre e di purificazione è un problema di fondamentale importanza: L’abbondanza delle acque consumate quotidianamente non hanno mai rappresentato un pericolo cosi’ grande: secondo il programma di studi fatto congiuntamente nel 2004 dall’UNICEF e l’OMS, più di una persona su sei beveva ancora dell’acqua proveniente da sorgenti non potabili (cioè 1,1 miliardo di persone) e più di due persone su sei necessitavano d’installazioni sanitarie di base (cioè 2,6 miliardi di persone). In più, 3900 bambini muiono ogni giorno di malattie trasmesse dall’acqua.

Come migliorare la situazione?

Secondo il Rapporto sulla visione mondiale per l’acqua: “Esiste oggi una crisi dell’acqua, questa crisi non è dovuta alla sua insufficienza a soddisfare i nostri bisogni, ma risulta una gestione cosi’ sbagliata della risorse che oggi miliardi di persone -e l’ambiente- ne soffrono gravemente. Allo stato attuale delle cose, è ancora possibile prendere misure costruttive per evitare che la crisi si amplifichi. Tutti s’accordano per riconoscere che le nostre risorse in acqua dolce sono limitate e che conviene protegerle in termini di qualità e di quantità. Questa sfida concerne i decisori ma anche ogni essere umano: “L’acqua riguarda tutti”, questo era lo slogan del secondo forum dell’acqua.

Risparmiare le risorsi in acqua: secondo l’uso che si fa dell’acqua dolce per l’agricoltura, l’industria o il consumo domestico, esistono delle possibilità considerevoli di risparmi e di miglioramenti della gestione. Quasi dappertutto, si spreca l’acqua. Finchè non si trovano in presenza di penurie, la maggior parte dei paesi e delle persone pensano che avere accesso all’acqua sia una cosa completamente naturale con l’urbanizzazione e l’evoluzione degli stili di vita, il consumo d’acqua continuerà a lievitare. Gli esperti dell’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari spiegano “Nei decenni che verranno, sarà cruciale trovare il modo per sfruttare in modo sostenibile e più efficiente le limitate risorse a disposizione”. Si va dall’utilizzo di risorse idriche non-convenzionali, come le acque salmastre, le acque reflue trattate e le acque di drenaggio reciclate fino ai più moderni sistemi d’irrigazione collettivi che razionalizzano la distribuzione quando c’è deficit d’acqua. Ma ci sono anche metodologie originali come il partial root drying (una quota di radici è irrigata, un’altra è mantenuta in suolo secco) che dai vigneti del Chianti è approdato alle coltivazioni di pistacchio dell’Anatolia turca. Senza dimenticare le tecniche “antiche” come l’irrigazione a goccia che consente di limitare l’uso dell’acqua con il massimo risultato...

Migliorare l’approvvigionamento in acqua dolce: L’acqua dovrebbe essere posta al nocciolo delle priorità. Il consiglio mondiale per l’acqua ha per obiettivo, tra l’altro, di aumentare la sensibilizzazione ai problemi dell’acqua. Uno degli Obiettivi dello sviluppo del millennio consiste a ridurre a metà, da qui al 2015, la proporzione delle persone che non ha continuo accesso all’acqua salubre e alle installazioni sanitarie di base. Percio’, un certo numero di misure dovrebbero essere progettate: garantire il diritto all’ acqua, decentrare la responsabilità dell’acqua, sviluppare i know-how al livello locale, aumentare e migliorare i finanziamenti, assicurare il controllo e la valutazione delle risorsi in acqua.

Rinforzare la cooperazione tra due regioni di confine: Lo sviluppo economico e la valutazione del patrimonio culturale delle regioni possono essere rinforzati dagli Stati nell’ambito di accordi di cooperazione sull’acqua. La gestione delle risorse in acqua puo’ essere considerata come un fattore di cooperazione e di pace, piuttosto che una questione geostrategica provocando un conflitto armato. Molte iniziative sono state avviate per evitare crisi: per quanto riguarda l’esempio del fiume Senegal, impegni istituzionali sono stati conclusi. Nel 2001, l’UNESCO e la Croce Verde internazionale hanno organizzato congiuntamente il programma “Dal conflitto potenziale al potenziale di cooperazione” nella prospettiva di promuovere la pace, attraverso l’integrazione di soluzioni di cooperazione tra gli Stati e le diverse parti riceventi.

 

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