
Gli occhi di un piccolo indigeno
Un tempo in un giardino incantato viveva una bellissima giovane, la quale mise al mondo, fecondata da un piccolo serpente, un bambino bello e vigoroso a cui diede nome Curumi.
Disgraziatamente però del giardino si impossessarono i fratelli della ragazza, che l’avevano recintato e vi avevano messo di guardia alcuni animali feroci.
All’interno del giardino cresceva un frutto magico delizioso, Curumi incuriosito dai racconti della madre su tale prelibatezza volle entrarci di nascosto per assaggiarlo.
La sua sorte fu tragica, gli zii lo sorpresero e lo uccisero facendolo a pezzi. Quando la madre lo trovò sotterrò prima gli occhi poi gli altri pezzi del figlio esclamando: ”Tu, figlio mio, sarai la più grande forza della natura! Farai il bene di tutti gli uomini, li sottrarrai da alcuni mali e li curerai da altri!”. Detto questo nacque, dall’occhio destro di Curumi, la pianta del Guaranà.
Satere-Mawè, figli del guaranà
Il CGTSM (conselho general tribù Saterè-Mawè) è una struttura rappresentativa dell’intero popolo dei satere-Mawè ,70.000 mila indigeni distribuiti in 66 villaggi lungo i fiumi Andirà e Marau. La loro etnia è affetta da problemi di insufficienza alimentare,le principali cause di tali problemi sono da far risalire alla vera e propria invasione del territorio da parte dei bianchi e ai fortissimi squilibri ambientali e sociali provocati dall’arrivo della compagnia petrolifera Elf Aquitaine che ha compromesso le basi ecologiche su cui si basava la vita delle popolazioni indigene.
Il CGTSM è nato proprio con lo scopo di rappresentare politicamente il popolo dei Sateré-Mawé in quanto etnia indigena, nonché di creare una struttura autogestita in grado di contribuire a risolvere i problemi di salute, istruzione, sussistenza e in grado di lottare per il riconoscimento dei diritti del popolo Sateré-Mawé.
La coperativa coltiva e vende Guaranà , utilizza la rendita delle vendite per preservare l’ecosistema che costituisce la banca genetica mondiale naturale del Guaranà selvatico, per trasformare in giardini forestali le aree degradate, per migliorare le condizioni di vita della popolazione e riscattare le conoscenze e i valori della cultura tribale.
Ma che cos’è il Guaranà?
Il guaranà (Paullinia Cupana var. Sorbilis) è una liana che produce frutti rossi dalla polpa bianca, i cui semi sono ricchi di guaranina, sostanza dalle proprietà stimolanti pari alla caffeina, e tannini. La guaranina agisce sul sistema nervoso combattendo la fatica e stiolando le funzioni cognitive, l'attenzione e la memoria, migliorando l'attitudine e la disponibilità ad affrontare e sostenere intensa attività fisica o mentale. La liana selvatica viene 'domesticata' dai maestri Sateré con cura religiosa e metodi rispettosi dell' ambiente, trapiantando in radura le piantine nate in foresta, e consorziandole con altre piante benefiche, in modo da creare dei veri e propri 'giardini forestali'.
I semi, essiccati in forni tradizionali di terracotta, possono essere trasformati in polvere o in estratto di guaranà. A livello locale vengono confezionati in pani o bastoni da grattugiare utilizzando la ruvida lingua ossea del pesce Pirarucu, un gigante ittico che popola le acque dei fiumi locali.
L' estratto di guaranà è elaborato in Brasile tramite il Consiglio generale della tribù dei Saterè Mawé, a partire dal casquilho, la parte esterna del frutto, che in genere non viene utilizzata. Un valore in più di questa preziosa pianta.

Il Guaranito
Bevanda analcolica con zucchero di canna ed estratto di Guaranà. Ideata dal successo tutto brasiliano della Soda al Guaranà, coniuga le proprietà più note del Guaranà (evidenziate sopra) a valenze dissetanti e rinfrescanti. Dal gusto particolare, non troppo dolce emerge l’aroma di questo seme tropicale , l’ideale per chi vuole provare qualcosa di più della solita bevanda.
La produzione avviene presso la Reysoda di Pavia e la distribuzione di Ctm Altromercato.