
Molti attori del Commercio Equo e Solidale fanno progetti che permettono di migliorare la vita dei bambini e sono spesso in accordo con le soluzioni proposte dall’Unicef per lottare contro il loro sfruttamento.
Diverse campagne contro il lavoro minorile sono state lanciate dalla Rete Europea delle Botteghe del Mondo insieme all’Associazione Botteghe del Mondo e a Ctm altromercato. L’ultima era in vista della Giornata mondiale del Commercio Equo e Solidale del 14 Maggio 2005. L’obiettivo di “Difendiamo i loro diritti” era di sensabilizzare i cittadini e le amministrazioni pubbliche non solo sullo sfruttamento del lavoro dei bambini ma anche sulle possibili “cure” che offre il CES.
Adriano Poletti, presidente di Transfair Italia, il marchio di garanzia CES in Italia, che ha aderito alla campagna spiega: “Il lavoro minorile non è un fenomeno episodico e occasionale del sistema economico mondiale, bensì un dato strutturale se non addirittura un pilastro per alcuni settori produttivi, deriva dalla povertà, così come tutte le forme di sfruttamento nel Sud del mondo, e per combatterlo occorre un’azione a livello internazionale, una partnership mondiale e diffusa”.
Il combattimento messo in evidenza dal Commercio Equo e Solidale è quello di lottare contro tutte le forme di sfruttamento economico, e quindi chiaramente, contro il lavoro minorile. “Il CES ha lo scopo di offrire ai produttori svantaggiati, ed in particolare alle donne e alle popolazioni indigene, una possibilità di sviluppo attraverso il proprio lavoro -spiega Andrea Reina, presidente dell'Associazione Botteghe del Mondo- e per questo va alla radice delle problematiche economiche delle famiglie più povere contribuendo a combattere anche il lavoro dei bambini”.
L’obiettivo principale della campagna “Difendiamo i loro diritti” era dunque fondato sulla sensibilizzazione dei cittadini ma anche delle istituzioni. Poletti di Transfair spiega: “Oggi gli enti locali muovono il 17% del PIL per cui è molto importante fare pressioni perchè si muovano nella direzione del Commercio Equo”. Le istituzione devono infatti fare attenzione a quello che distribuiscono ad esempio nelle scuole e a quello che consumano internamente.
In più, le Botteghe del Mondo nel 2005, attraverso il loro Network NEWS hanno lanciato un’altra campagna con il tema dello sfruttamento del lavoro minorile nelle piantagioni di cacao nei paesi dell’Africa Occidentale. La situazione deve essere considerata come una vera e propria forma di schiavitù e di traffico dei minori: il movimento africano dei bambini e adolescenti lavoratori ha denunciato la tratta dei bambini, che dai paesi confinanti vengono portati a lavorare in Costa d’Avorio. Si parla di oltre 15 000 bambini spostati a forza da questo paese per lavorare nelle piantagioni ivoriane: la caduta del prezzo del cacao, conseguenza diretta della liberalizzazione del mercato e quindi la necessità di manodopera a basso costo per i molti piccoli produttori della regione, sono i principali fattori di questa situazione. La campagna è centrata sulla diffusione di prodotti che sono il frutto del lavoro dignitoso dei minori e che provengono per esempio dalle organizzazioni esportatrici che da anni difendono i diretti dei minori lavoratori...
Anche, con il contribuito di Commercio Alternativo, il lavoro minorile a Sialkot nel Pakistan nel settore della produzione dei palloni per sport dedicati all’esportazione è stato praticamente eliminato nelle maggiori imprese. Ma tutto questo sembra possibile solo con una campagna d’informazione e di sensibilizzazione sul tema dei diritti: diritti umani e diritti dei lavoratori. La lotta deve continuare...