
Che cosa puo’ cambiare il Commercio Equo e Solidale ?
Il tè di una piantagione nel Sud dell’India
La cultura del tè riguarda milioni di persone, in diversi paesi del mondo, come per esempio lo Sri Lanka, l’India, il Nepal, il Vietnam, la Cina e la Tanzania. Molti lavoratori nelle piantagioni conoscono delle condizioni di vita e di lavoro indecenti e dipendono il più delle volte dalla disponibilità dei proprietari, i risultati sono veramente scandalosi: spesso non rispetto dello stipendio minimo, che garantisca loro un tenore di vita individuale e familiare dignitoso, non c’è rispetto delle convenzioni internazionali in fatto di diritto del lavoro: lavoro minorile e assenza di copertura assistenziale.
L’esempio di Shiragami, salariata di una piantagione di tè nel Sud dell’India, è rilevante per l’opportunità, data dal Commercio Equo e Solidale, di effettuare progressi sociali. Shiragami ricorda l’epoca in cui lavorava per una piantagione classica: “le condizioni di lavoro erano spossanti: non c’era una legislazione del lavoro, neanche sugli orari, dovevamo lavorare il più possibile durante la giornata intera per guadagnare appena di che mangiare. Non c’era nemmeno un contratto di lavoro”.

il tè
Nel 1993, la piantagione è stata venduta ed è stata proposta l’alternativa del CES: questa ha apportato miglioriamenti notevoli per la produzione del tè ma anche per le condizioni di lavoro e di alloggio dei salariati. La garanzia del lavoro è stata messa in risalto con un vero e proprio contratto. Fondi finanziari permettono ai lavoratori di prestare loro dei soldi o di beneficiare di un prestito bancario. Shiragami spiega: “Posso contare su un anticipo per andare a trovare mia madre che abita lontano e aiutarla finanziariamente”.
In più, bisogna notare i progressi socio culturali, un congedo per maternita è stato instaurato e gli asili nido sono stati modernizzati con la presenza, tra gli altri, di personale medico qualificato. Per quanto riguarda la scuola elementare sono stati comprati libri e materiale per permettere ai bambini di imparare a leggere.
La testimonianza di Shiragami permette di sottolineare l’approccio alternativo del Commercio Equo e Solidale che si oppone allo sfruttamento dei lavoratori con il progetto di accompagnare nel loro sviluppo i produttori svantaggiati. Ritroviamo, in questo caso, i principali obiettivi del Commercio Equo e Solidale: migliorare le condizioni di vita dei produttori, pagando loro un prezzo migliore, e proteggere i diritti umani promuovendo una maggiore giustizia sociale.